Debordé o non debordé, questo è il dilemma
Da qualche anno stiamo assistendo all'aumento del numero di atleti che nella C1 slalom usano il cambio pala al posto del debordè o che comunque preferiscono affrontare il percorso suddividendolo in zone nelle quali pagaiare a destra ed in altre in cui pagaiare a sinistra. Non ci sono regole fisse se non quella di evitare tutte le manovre che in debordè sarebbero meno vantaggiose o meno sicure rispetto al lato naturale.
Ma quali sono le reali differenze tra l'utilizzo della pagaia dal lato normale o in debordè?
Sulla propulsione avanti è evidente che la differenza di geometrie è tutta a vantaggio del lato naturale, sulla propulsione indietro andiamo ancora peggio così come per la pagaiata larga ed il richiamo in coda. Sull'aggancio però le cose cambiano: il lato naturale utilizza principalmente i pettorali mentre il debordè lavora in asse col braccio disteso e sono i gran dorsali a lavorare .. e lo fanno con molto meno dispendio dei pettorali.
Lo scarto non si usa più ma è già difficile usarlo dal lato naturale, figuriamoci in debordè.
Resta la timonata o frenata: il lato normale la esegue senza alcun problema e secondo ogni effetto desiderato, dall'altro lato è quasi impossibile riuscire ad eseguire in debordè un'efficace timonata portando il dorso della pala verso l'esterno. Se prendiamo un caso esemplare, come una porta da farsi in retro dentro ad una morta, vediamo in modo lampante che chi effettua la rotazione avendo il lato naturale all'interno riuscirà agevolmente a far scivolare la canoa di traverso sopra l'acqua fin dentro la porta limitandosi ad accompagnarla con una frenata e tenendosi pronto per l'uscita verso la corrente, diverso è il caso di chi deve fare la manovra in debordè perché il controllo è possibile solo in misura molto minore e i margini di errore sono abbastanza stretti.
Un altro punto a favore del cambio pala è che si fanno lavorare gruppi muscolari diversi e si distribuisce meglio la fatica durante la gara.
Oggi altri atleti del K1 hanno deciso di impugnare la monopala in C1 ma senza abbandonare il mondo del K, il caso più eclatante e recente è quello del ceco Prskavec che sta dando del filo da torcere ai suoi nuovi colleghi usando le grandi abilità tecniche possedute da campione in K1, eppure il vero enfant prodige dello switch è Ziga Lin Hocevar, campione europeo 2024 in C1 slalom a soli 17 anni.
I suoi fulminei cambi pala sono messi in atto anche in zone insolite per altri atleti, ad Ivrea ne ha fatto uno anche durante un'elegante e precisa "sponda" sul buco tra la 17 e la 18 che tanti problemi ha dato a buona parte dei concorrenti.
Le categorie femminili della canadese sono state create da poco tempo, tutte le atlete provenivano dal K1 e quindi portate naturalmente a risolvere molte situazioni con un cambio pala, tendenza che è rimasta quasi tale e quale anche con il miglioramento del livello tecnico generale e con l'abbandono del K1 da parte di qualche ragazza.
Tra gli uomini il cambio pala è molto più frequente tra i giovani che tra gli atleti maturi, questa differenza è dovuta principalmente al fatto che oggi la tendenza non è quella di specializzare l'atleta ma di lasciare che egli utilizzi tutte e due le imbarcazioni, specie se lo fa in modo eccellente.
Parlando con un tecnico ho appreso che anche per la sua società c'è l'intenzione di far praticare agli atleti sia K1 che C1 e dato che i ragazzi risolvono tutte le situazioni col cambio pala, non ci sono né la necessità né il tempo di approfondire troppo l'apprendimento del debordè.
Anni fa si tendeva a separare le "carriere"; chi sceglieva il C1 non andava in K1 e viceversa, va da sé che andando solo ed esclusivamente in C1 l'atleta della monopala aveva modo e tempo di lavorare sul proprio debordè fino a renderlo perfetto in ogni occasione.
Quindi non ci sarà più posto per i fedeli del mono lato?
Ci sono alcune considerazioni da fare.
La tendenza dello slalom moderno è quella di ridurre la lunghezza dei percorsi, stringere gli spazi tra le porte e probabilmente di accorciare ulteriormente le canoe (per rendere più agevoli gli spostamenti in aereo), di conseguenza ci saranno ritmi più serrati, rotazioni fulminee e probabilmente meno spazi a disposizione per cambiare lato di pagaia.
Quindi non ci sarà più posto per i fedeli del mono lato?
Ci sono alcune considerazioni da fare.
La tendenza dello slalom moderno è quella di ridurre la lunghezza dei percorsi, stringere gli spazi tra le porte e probabilmente di accorciare ulteriormente le canoe (per rendere più agevoli gli spostamenti in aereo), di conseguenza ci saranno ritmi più serrati, rotazioni fulminee e probabilmente meno spazi a disposizione per cambiare lato di pagaia.
Il cambio pala in pochi casi è realmente vantaggioso rispetto ad un ottimo debordè, mentre è molto più vantaggioso se è opposto ad un mediocre debordè. Quindi, considerando che durante il cambio pala ci sono perdite di propulsione e di controllo maggiori di quelle derivanti dal passaggio normale-debordè, la scelta del "se farlo" e del "dove farlo diventerà sempre più ristretta a situazioni nelle quali un ottimo debordè sarà insufficientemente efficace.
Senechault, per esempio, pagaia a sinistra ed è molto bravo a lavorare in debordè, ma per affrontare la 3 in retro in morta ad Ivrea ha impugnato la pagaia a destra eseguendola in modo impeccabile, dopodiché è tornato a sinistra e si è fatto così tutto il resto della sua ottima gara.
Un esempio che probabilmente nel prossimo futuro verrà seguito anche da qualche atleta azzurro.
Senechault, per esempio, pagaia a sinistra ed è molto bravo a lavorare in debordè, ma per affrontare la 3 in retro in morta ad Ivrea ha impugnato la pagaia a destra eseguendola in modo impeccabile, dopodiché è tornato a sinistra e si è fatto così tutto il resto della sua ottima gara.
Un esempio che probabilmente nel prossimo futuro verrà seguito anche da qualche atleta azzurro.
La vera soluzione è sempre la stessa: avere molte soluzioni a disposizione.
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