Tacen 2025
Nel we del 26 e 27 Aprile si sono svolte le due gare internazionali di Tacen valide per le selezioni della Squadra Azzurra, i criteri tengono conto delle due manche di qualifica e non della finale e ovviamente ogni categoria deve stare dentro alle percentuali fissate dallo staff azzurro.
Tenete presente che quanto segue si basa sulle classifiche mostrate nei video che, a quanto pare, non combaciano perfettamente con quelle ufficiali.
Quest'anno, notizia già preannunciata a Solkan qualche settimana fa, il signor Xabier Ferrazzi, ha fatto il salto. Per due stagioni di seguito, da quando è comparso nel circo internazionale, ha mostrato enormi potenzialità gravate da alcuni errori quasi sempre legati al voler anticipare troppo le rotazioni nelle risalite o nel tagliare troppo le sfalsate, beh, quest'anno non sbaglia più. Ma neanche una. Va giù come un fulmine e non sbaglia una porta. Nessuna esagerazione, nessun errore, solo una serie di movimenti essenziali, precisi e pochissima acqua sopra alla canoa. A Tacen ha semplicemente dominato le due manches di selezione dando 3 decimi al grande De Gennaro sabato e 2" (+2" penalità) domenica, per poi vincere anche la finale di sabato. Giovanni, invece, è preselezionato e segue un allenamento non certo mirato alle gare di Tacen o a quelle di Ivrea, quindi è comprensibile che , anche visivamente, non sia al suo top.
Per completare il discorso circa le selezioni, solo le atlete del K1 e C1 sono riuscite a far segnare percentuali entro i limiti stabiliti dallo staff federale: la mitica Horn, la esplodente Dresher, la scorrevole Bertoncelli e l'acquaticissima Borghi. Nessun C1 uomini, anche se bisogna dire che nelle finali di sabato e domenica sono entrati nelle percentuali, rispettivamente, sia Ceccon che Ivaldi.
Qui chiudo la parte cronistica anche perché c'è chi è molto più bravo ed esaustivo di me.
Del precisissimo Xabi abbiamo già detto e così anche di De Gennaro, ma gli altri k1 a che punto stanno? Intanto partiamo da un dato: sia sabato che domenica i due italiani terzi classificati (Panico e Beda) stavano a 5"e rotti da Ferrazzi. Mica poco.
L'aviere, che quest'anno ha abbandonato la solita livrea nero-verde della sua canoa, ha uno stile ad efficienza bassina; impiega un sacco di energia ma l'efficacia non è altissima. Con una tecnica migliore otterrebbe gli stessi risultati spendendo meno energia. L'estremo opposto a Beda è Pistoni. L'eporediese ha una tecnica ad alta efficienza incentrata sulle rotazioni e la sua postura tendenzialmente "poppiera" gli conferisce grande precisione ed efficacia nelle risalite e nelle sfalsate ma lo danneggia sulla velocità in rettilineo nonostante sia molto preciso in uscita dalle rotazioni, a questo aggiungiamo un po' di incertezze legate alla pressione psicologica da selezioni ... et voilà.
Tra questi due estremi ci sono tutti gli altri K1, da Grimandi a Ghisetti passando per Barzon e Romano (o Romano e Barzon), quattro miscele diverse tra forza e tecnica, tutte valide se utili a raggiungere lo scopo ma inutili se si commettono errori sul percorso.
Le donne in K1 sono guidate dalla fortissima Horn che a Tacen ha regolarmente tenuto a distanza di circa una terna, quando non cinquina, di secondi il gruppo delle inseguitrici. Una sola eccezione: Tamara Drescher le è arrivata a meno di due secondi nella qualifica di domenica. Speriamo che il fermento che evidentemente si manifesta nel gruppo delle principesse forgi valide eredi.
Le giovani Schaller e Drescher hanno mostrato un buon potenziale basato su generosa forza e una tecnica essenziale; più somigliante allo stile centro e centro est europeo la Carolin, simile ma più italianizzato per Tamara.
Se parliamo di grinta e caparbietà mi vengono in mente altri due nomi: Agata e Milena. La più veloce delle due, al momento è sicuramente la Spagnol, la ragazza ha lunghe leve che usa a manetta spingendo via la canoa ad ogni colpo senza lesinarne l'uso ed è maggiormente precisa dell'ancor più giovane (mi pare) Marini. Nessuna delle due ha l'eleganza francesina della Pistoni o la repentina leggerezza della Malaguti ma nello slalom il risultato è quello che conta. Francesca, l'aviere azzurra, ha espresso due versioni di sé stessa mostrandocene una affetta da "pressione da selezione" e l'altra senza alcuna affezione: in qualifica ha fatto saltar fuori lo stile "sinistra, no, destra" che l'ha azzoppata non facendone vedere le reali capacità, quelle che poi ha mostrato di avere in finale. Una menzione all'esperta Sabattini che domenica ha dato buona prova delle sue qualità canoistiche, mostrando scorrimento, precisione e buona tecnica. Tra l'altro, Chiara è una che quando deve timonare per far ruotare la canoa, porta la pala abbastanza indietro da generare una curva più larga ma con buon mantenimento della velocità invece di piantare il dorso della pala in acqua quasi ad altezza fianco realizzando una rotazione veloce, sul posto e con quasi totale perdita della velocità, una frenata tipica della regina Horn dalla quale, lei, riparte facilmente data la sua grande potenza ma ... che bisogno c'è di impiegare tanta energia quando ci sono spazi e tempi sufficienti? Nella porta 3 in discesa a sinistra, finale di domenica, per esempio.
Ora parliamo di gente che ama stare in ginocchio. Tra gli uomini ci sono sicuramente delle conferme ma anche molte novità. Tra le conferme troviamo Maiutto che continua a fornirci ottimi imput quanto a stile e prestazioni in gara (senza la penalità di domenica sarebbe entrato nelle percentuali. Da notare che ne sarebbero stati esclusi anche il Campione Olimpionico 2020 Savsek ed il Campione Europeo 2024 Hocevar), da quest'anno ha inserito alcuni strategici cambi pala così come annunciato a fine della scorsa stagione. Conferma la crescita Marino Spagnol, lui naviga su un interessante modello CS Canoe di chiara ispirazione ceca e sta diventando sempre più bravo nonostante una certa fisiologica irruenza giovanile, caratteristica condivisa con la sorella, che lo porta a commettere qualche errore, ma la stoffa c'è. Ghisetti va in canadese con la stessa leggerezza che ha in kayak, lui impugna la pagaia "lunga" (cioè mette la mano abbastanza distante dalla pala) e questo gli conferisce grande manovrabilità nelle rotazioni e nei cambi di direzione, ma distende troppo poco il braccio di pala in attacco perché ne ottenga pure una buona propulsione. Braccio disteso, anzi distesissimo, è invece quello alto del buon Micozzi. Caparbio, guizzante e dai colpi numericamente abbondantissimi, il fratello destro del C2 misto Flavio-Elena, conferma stile e prestazioni sulla stessa linea del 2024, almeno per ora. Anche Raffaello Ivaldi conferma il suo buon rendimento benché, secondo me, la sua efficienza non è quella che potrebbe essere. Chi ne aveva già, di efficienza, e ne ha alzato il livello è invece Paolo Ceccon che da quest'anno si è scompattato interagendo meglio con l'acqua intorno alla canoa. Sì, lui è la prima vera novità dell'anno e solo una penalità l'ha tenuto fuori dai margini di selezione di sabato. A Tacen ha mostrato come dal "compatto" Ceccon che è stato fino all'anno scorso, sia tornato ad aprirsi come faceva qualche anno fa, cercando l'acqua un po' più lontano dalla canoa. Maggiore ampiezza di movimento per busto, spalle e braccia e più alte efficienza ed efficacia. Resta il punto "voglio stare in ginocchio su un kayak", ma ... pazienza; gli vogliamo bene lo stesso :-)
Altra novità, la più grande, è il giovanissimo Riccardo Pontarollo. Buona tecnica, buona potenza, bello stile. Lavora bene di schiena e spalle, si distende bene, mette la pala in acqua con sicurezza ... Caspita! Una bella sorpresa ed un futuro roseo se non seguirà l'iter di qualche ex junior che si è fatto stravolgere la bella tecnica che aveva da minorenne per poi patire 2-3 anni di purgatorio fino a cominciare ad usare una canoa facile che gli ha consentito di riprendere fiducia e tempi competitivi. Oggi quel ragazzo, il cui stile apprezzo davvero tanto, gareggia di nuovo su una guizzante Galasport con la quale speriamo di vederlo tornare presto sugli allori. In bocca al lupo!
Le donne in C1 sono tre, le conferme sono più appannaggio di Bertoncelli (che entra in percentuale ben due volte su due) e Micozzi, mente la novità è portata da Eelena Borghi. Intanto, lasciatemelo dire, per uno che gareggiava negli anni novanta, vedere di nuovo una canoa viola (vinaccia?) scurissimo coi brillantini è stato fantastico, quindi, già solo per quella livrea vince il premio "canoa più bella". A questo aggiungiamo che finalmente ho rivisto Elena attaccare in ben 4 manches su 4. Non tutte finite in modo esemplare: siccome sapeva di avere addosso gli occhi di molti ammiratori della canoa sbrillanteggiante, nella finale di sabato ce ne ha mostrato anche la parte inferiore ... Ma al netto di questo episodio, che ad occhio l'ha vista toccare con la pala sul fondo nel momento peggiore possibile, vederla di nuovo attaccare il percorso dall'inizio alla fine è stato sicuramente emozionante. Che finalmente si sia resa conto delle sue reali capacità e stia acquisendo fiducia in sé stessa? Lo spero davvero.
Prossima tappa: Ivrea!
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