Fenomeno Leibfarth
Evy Leibfarth, americana, è entrata nel mondo della canadese femminile internazionale in modo assolutamente atipico: pagaiando come se non ne fosse capace.
Le sue manches erano una sequela di colpetti dati a braccio piegato e testa ciondolante ad ogni pagaiata. Per me, amante del bello stile, lei era una specie di anticristo. Un abominio. Mi veniva il nervoso dopo 10 secondi e tendevo a skippare per riposare gli occhi su qualche sua collega più elegante.
All'epoca il livello tecnico della pagaiata femminile era evidentemente più basso di quello odierno (pensate che stiamo parlando di soli 4-5 anni fa) e la migliore pagaiatrice era senza dubbio la J. Fox, ma non soffrivo per nulla guardando anche qualche europea. Con le italiane il lato critico era sempre sopraffatto dallo spirito partigiano, almeno durante le dirette o le differite con risultato incognito.
Tornando alla biondina, il cui cognome ed aspetto fanno suppore che nel suo patrimonio genetico ci sia una componente mitteleuropea, guardavo i risultati alla fine delle gare cui partecipava e la trovavo sempre e comunque nella parte alta della classifica. Oibò, la cosa andava indagata. Mi misi a ripassare i video delle sue discese alla ricerca di quanto era evidentemente sotto ai miei occhi ma che non vedevo perché continuavo a focalizzarmi sul buffo movimento della testa.
La primissima cosa che notai fu la canoa: il suo C1 segue traiettorie molto vicine all'ideale e la quantità degli errori è minuscola. C'è tutta una serie di regole che spiega come mai una canoa che non si ferma mai sia molto meglio di una che si ferma e che riparte, ma stringo e vado al sodo: la sua canoa non si ferma quasi mai. La velocità minima media è più alta di quella della maggior parte delle sue colleghe (direi anche migliore del 90% di esse) quindi non ha praticamente mai bisogno di quei colpi di schiena, braccio ben disteso e pala completamente in acqua, con cui, chi è capace di eseguirli, riparte come un fulmine. Lei, che oggi ha evidentemente ridotto il movimento della testa passando dal livello "inguardabile" al livello "strano sopportabile", viaggia con una gragnuola di colpetti e non fa fermare quasi mai la canoa. Se si ferma butta in acqua un bel po' di spalettate e riparte. Certo, perde vantaggio, ma sono situazioni dalle quali si tiene alla larga e i cui svantaggi sono coperti dai vantaggi che la sua tecnica le fornisce.
Ma come fanno questi colpetti dati a spalle ferme e braccio piegato ad essere comunque efficaci? Basta guardare la pagaiata di Evy di profilo e notare quanto e come il suo bacino imprima forza ad ogni singolo colpo in avanti. Acqua morbida, acqua dura, in velocità, in ripartenza, non importa dove o quando; lei inarca la schiena posterovertendo il bacino ad ogni singolo inserimento della pala in acqua ed anterovertendolo ad ogni conseguente trazione.
Con un'efficacia paragonabile a quella che ottengono certi nuotatori nella fase subacquea delle loro competizioni acquatiche, la bionda Evy usa il bacino per imprimere forza ad ogni colpo in avanti.
Ovviamente viene subito da pensare che se a ciò sommasse almeno un paio degli altri due-tre punti carenti della sua pagaiata, diventerebbe quasi imprendibile.
Il movimento di bacino non esprime una forza irresistibile e si può benissimo sfruttare con un braccio anche non distesissimo, inoltre è un movimento breve anche perché non è, nel caso dell'americana, accompagnato da rotazione delle spalle, quindi la pagaia non ha una passata lunga ma, anzi, piuttosto breve ed ecco il perché dell'alta frequenza di colpi.
Oggi mi è anche sorta una curiosità: "Dato che è così abituata ad usare il bacino ad ogni singolo colpo in canadese, non sarà mica che lo usi anche in k1?" ... e sono andato a guardare le sue manches in K1 durante questi mondiali.
Movimenti di bacino su ogni possibile colpo!
Non che io l'abbia seguita con grande attenzione durante le sue performances in K, d'accordo, cionondimeno non me ne ero mai accorto ...
Anche in kayak la sua canoa è un esempio di precisione e la velocità minima resta sempre elevata ma non è bravissima nel muoversi nemmeno con la doppia pala e in qualche frangente sembra più che altro in preda all'affanno, quindi, a quanto pare, questo movimento di bacino la aiuta non poco.
Davvero un'atleta interessante.
Complimenti a lei per i suoi recentissimi piazzamenti e per la tecnica sorprendente, dopodiché complimenti anche a chi ne ha colto le potenzialità aiutandola a diventare così brava!
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