Seu d'Urgell 2024

 Incredulità e meraviglia: Martikan sta facendo segnare intertempi "verdi" nella semifinale di una gara di Coppa del Mondo! 

Guardo lo schermo e quasi non credo a quello che vedo ma è davvero così: il quarantacinquenne Martikan va in finale. 

Ma non basta: si mette anche al collo un bronzo!

Sulle acqua di casa Miquel Trave è imprendibile e nonostante i due secondi di penalità dà un secondo abbondante ad uno scatenato Westley ed alla sua pulita discesa, ma il veterano slovacco della monopala arriva sul terzo gradino del podio a due secondi e trentotto centesimi dall'oro. Un mito!

Nella canadese maschile c'erano tutte le squadre "A", d'altronde è la finale di Coppa del Mondo ed è giusto che chi è in lizza se la possa giocare, nonostante ciò noi gareggiamo senza Raffaello Ivaldi che sicuramente è l'italiano più in alto in classifica di Coppa nella C1. Ci rappresentano l'esperto Ceccon (Ceccion per lo stramaledetto speaker di Planet Canoe), Barzon e Spagnol.

Vanno in semifinale tutti e tre con tre belle gare e tutti in prima manche di qualifica. Marino fatica un pelo più degli altri due ma è anche il più giovane ed inesperto, presto ci farà vedere cose migliori.

In semifinale i tre perdono un po' di colpi ma Barzon, che oggi sfoggia un'inquietante ombra di baffo rossiccio, mette a segno una discesa sufficiente a farlo entrare in finale. Capiamoci, è una gara in cui ci sono tutti tutti e lui è il nono selezionato per la finale: tanto di cappello! Se sembra che ne parli come se potesse fare meglio ... è perché può fare davvero meglio. Ne ha i numeri e le possibilità ed è in costante crescendo da tre anni circa, quindi farà ancora meglio. Inevitabile.

Tanto per cominciare, in finale agguanta un ottimo sesto piazzamento dietro a Trave, Westley, Martikan, Benus e Prskavec.

Lo seguono: Hocevar, Debliquy, Bernardet e Baldoni 

Gran belle gare per i K1 tricolori. Ferrazzi vince la semifinale mentre De Gennaro si qualifica con l'ultimo posto disponibile. Sorte un po' più travagliata per l'esordiente Michele Pistoni che in semifinale arriva 27° e guarda la finale dagli spalti, ma non senza averci fatto vedere belle cose tra le paline.

Il Dege nazionale infila una buona manche e sale sul gradino più basso del podio chiudendo una stagione da sogno con una bella medaglia. Ferrazzi pare aver cominciato a prendere stabilmente buone misure dalle paline ma sbaglia qualcosina in giro per il percorso e si piazza nono. "Vincere la semifinale e partire per ultimo in finale" è un piatto non facilissimo da mangiare, ma ha anche un gusto che si vuole riassaggiare al più presto. Riaccadrà.

Assente la Horn, le tre portacolori italiane erano Spagnol, Pignat e Pistoni. Delle tre arriva in finale solo la Pistoni e lì si ferma. Un'esperienza che fa bagaglio per il futuro.

Avrei guardato volentieri le italiane in C1 ma non le ho viste. Ho seguito tutte, ma tutte, le gare in programma, eppure non le ho viste. Speriamo che tornino presto.

Forza azzurri!

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