Amici di Ivrea (autunno 2021)
Ivrea, si sa, è ormai IL crogiuolo della canoa slalom in italia, come metti il naso nei pressi del canale stai sicuro che incontri nuove e vecchie glorie di ogni tipo. Questa volta ho incontrato due Antichi, un vecchio amico e un campione del mondo.
Col vecchio amico c'è stato un fraterno abbraccio e due parole di circostanza mentre con uno dei due Antichi qualche battuta ed un paio di amichevoli sorrisi con cui abbiamo condito le classiche battute tra master sugli acciacchi e le possibili pagaiate insieme.
L'altro Antico è paragrafo a parte, anzi: libro a parte.
Persona vulcanica, sempre animata da entusiasmo, nuove convinzioni ed ennesima definitiva chiave di lettura della canoa, dello slalom, del resto della vita e di tutto il mondo, in poche parole: LA chiave.
Ammiro le persone che riescono a trovare una chiave per la vita o una chiave diversa per ogni periodo della loro vita e ad esserne convinte a tal punto da ritenere che esse siano il vero modo di vivere la vita e di percorrere il mondo. E' come una religione o una incrollabile fede politica o come il bushido per i samurai o come qualunque altro insieme di regole cheseleseguiseinelgiusto. Io non ce la farò mai. Ho pochissime convinzioni e la più forte tra queste è che molto probabilmente cambieranno tutte quante.
Di questo antico, l'unico aspetto che non è mai cambiato è il suo recitato atteggiamento di umile personaggio nato per aiutare gli altri che però non riesce a nascondere lo smisurato ego da leader che lo illumina come una supernova. Probabilmente farebbe bene a smettere di raccontare a tutti di non essere nessuno per poi immediatamente elencare la serie di successi, studi, personaggi che lo stimano e che gli sono grati e tutte le impareggiabili caratteristiche che lo elevano al di sopra della massa. Diciamo che se uno non è proprio uno zuccone, ci mette due minuti a capire che dietro quegli occhi vivaci c'è una mente geniale capace di vedere cose che non tutti sono (siamo) in grado di mettere a fuoco e di incasellarle secondo una logica diversa dalla normalità. Una logica di cui non si dovrebbe fare a meno.
Riportando le cose al mondo della canoa e stringendo il succo fino ad addensarlo in un unico cucchiaino, potrei riassumere dicendo che "sulla strada della forza si arriva meno lontano che sulla strada della psicologia" e con un corollario altrettanto stringato potrei aggiungere: "Anche se la prima è più rassicurante e la seconda più pericolosa".
Ciò non toglie che l'approccio che questo Antico ha verso la canoa slalom, in particolare ciò che definirei "l'allenamento all'auto analisi", sia assolutamente brillante e degno di grandissima attenzione. Anzi, credo che senza questo tassello non ci possa essere una sufficiente spinta per la crescita di un team di alto livello né della conseguente capacità di formare sistematicamente dei campioni.
Resto convinto che le parole "economia" e "precisione" siano il fulcro attorno al quale far ruotare tutto il resto, ma sicuramente insieme ad allenamento, forza, resistenza, etc, l'aspetto di cui questo Antico è sacerdote dovrebbe essere inserito a lettere indelebili.
Infine c'è il caffè preso col Campione del Mondo. Un ragazzo ormai maturo che ad un fondamentale bivio della vita tra ciò che è stato e ciò che sarà, si sente umanamente vulnerabile. Sguardo limpido, mai indagante, parlandogli non ti senti studiato ma messo a tuo agio, lo scambio di idee è immediato, il tempo breve, la sensazione che ci dovrà essere una continuazione è palpabile e l'idea che tutte queste visioni della canoa dovrebbero essere messe a frutto in un continuo confronto è fortissima. Non posso parlare per gli altri ma io lo farei come hobby e senza voler togliere pane a nessuno, non mi interessa; ho giocato sul pc per 10 anni quasi tutte le sere e posso tranquillamente dedicare quello stesso tempo alla canoa scritta o parlata.
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